Pillole da Montecitorio - 68

Scritto: Giovedi 4 Febbraio 2010 alle 2:36 pm
(Categoria: Politica)


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Pillole da Montecitorio - 67

Scritto: Sabato 30 Gennaio 2010 alle 7:28 pm
(Categoria: Politica)


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“Qualsiasi cosa diciamo, facciamo, non dobbiamo consentire che il nostro passato diventi il futuro dei nostri figli” E. Wiesel

Scritto: Mercoledi 27 Gennaio 2010 alle 2:00 pm
(Categoria: Politica)

Mentre il mondo celebra oggi la giornata della memoria, mentre il premio Nobel per la pace Elie Wiesel ha appena concluso il suo discorso alla Camera dei deputati ricordando che “non viviamo nel passato ma il passato vive nel presente”, alcune scritte antisemite sono apparse lungo tutto il tratto di via Cavour a Roma fino ad imbrattare anche la targa del museo della Liberazione in via Tasso. Scritte ignobili contro il capo della comunità ebraica romana Pacifici siglate da croci celtiche e farneticanti slogan revisionistici. Proprio il fatto che nella stessa giornata da Teheran arrivino agghiaccianti dichiarazioni in merito alla distruzione di Israele rende quantomai attuale il valore di ciò che realmente significa ricordare un momento della storia in cui il male fu davvero assoluto. Finchè ci sarà qualcuno a deturpare i muri di una città simbolo dell’orrore nazista ai danni degli ebrei significa che una certa cultura dell’odio razziale non è affatto morta ma, anzi, negli ultimi anni in Europa è cresciuta sotto forma di piccole e grandi discriminazioni. Limitarci a considerare delinquenti gli autori di questi atti vergognosi vorrebbe dire chiudere gli occhi sulla realtà, vorrebbe dire perdere di vista che l’educazione e la cultura della memoria investono tanto la società che la politica, significano fatica ed impegno nell’affermazione di valori universali che davvero costituiscano un patrimonio comune e condiviso. Per questo, oltre a condannare com’è giusto simili episodi, non bisogna mai smettere di ricordare.

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Pillole da Montecitorio - 66

Scritto: Venerdi 22 Gennaio 2010 alle 3:10 pm
(Categoria: Politica)


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Pillole da Montecitorio - 65

Scritto: Venerdi 15 Gennaio 2010 alle 10:54 am
(Categoria: Politica)


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Cori razzisti: bene Maroni ma ora no al “gioco all’italiana” del rimpallo delle responsabilità

Scritto: Lunedi 11 Gennaio 2010 alle 12:48 pm
(Categoria: Politica, Sport)

Siamo entrati in un nuovo anno ma, a quanto sembra, sul fronte del razzismo negli stadi il 2010 si è aperto esattamente come si era chiuso il 2009: continuano inesorabilmente i cori xenofobi nei confronti di giocatori di colore, con la consueta e nauseante predilezione per Mario Balotelli. Su questo tema ho già scritto in precedenza, precisando anche che il fenomeno non è circoscrivibile ad una singola tifoseria ma è applicabile quasi senza distinzioni alla gran parte delle curve italiane. E’ esattamente per questa ragione, per il fatto che episodi di questo genere tendono a crescere anziché a spegnersi, che il presidente dell’Uefa Platini ha preso posizione dichiarando che l’unica soluzione sia la chiusura degli stadi. Personalmente preferisco constatare come la gravità dei fatti abbia spinto, finalmente, il ministro degli interni Maroni a parlare chiaramente condannando senza se e senza ma il becerume sotteso a certi fenomeni. Era ora. Peccato solo che non si riesca mai a concretizzare le buone intenzioni di tutti gli attori interessati alla vicenda. Ha ragione Abete quando dice che la facoltà della sospensione del match spetta al responsabile dell’ordine pubblico e non all’arbitro e che solo cambiando la circolare del Viminale la Figc potrà di fatto decidere in tal senso. Ha ragione Maroni a condannare il razzismo e, a mio avviso, a individuare negli arbitri i soggetti più indicati ad intervenire in presenza di cori e striscioni xenofobi. Se però dunque tutti si dicono disponibili a cambiare le regole, se queste norme hanno fin qui chiaramente dimostrato di non funzionare in alcun modo, io credo che questo sia il momento di agire di concerto per un reale cambio di rotta. Il rimpallo delle responsabilità non serve a nulla e soprattutto su questo tema non c’è piu tempo per atteggiamenti pilateschi o per stucchevoli distinguo che mostrano solo la mancata voglia di risolvere davvero il problema. E’ un discorso di civiltà e in un paese civile quando si supera un limite, se non si è in grado di prevenire, non resta che ricorrere a misure drastiche, chiare, severe e non più aggirabili. Io credo che questo momento sia arrivato e che ormai non ci siano più appigli per nessuno. Staremo a vedere.

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Pillole da Montecitorio - 64

Scritto: Domenica 20 Dicembre 2009 alle 1:53 pm
(Categoria: Politica)


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No a qualunque violenza. Punto e basta.

Scritto: Lunedi 14 Dicembre 2009 alle 2:08 pm
(Categoria: Politica)

Tra internet e social network l’episodio di cui è stato vittima ieri il Presidente Berlusconi ormai ha fatto il giro del mondo ed andrebbe commentato per quello che è: un atto grave che, al di là dei presunti disturbi psichici dell’aggressore, va condannato senza appello, senza se e senza ma. Se da un lato è indubbio che si sia trattato del gesto di un mitomane tuttavia credo che la questione dia lo spunto per una serie di riflessioni. Intanto si pone un discorso di sicurezza: a partire dalla privacy della residenza privata con le foto a Villa Certosa passando per i facili accessi a Palazzo Grazioli e arrivando all’episodio di ieri mi chiedo se questa sia la maniera di tutelare i più alti rappresentanti delle istituzioni. Mi sembra grave quanto accaduto anche da questo punto di vista, perché è impensabile che un folle possa avvicinarsi ad un Premier tanto da avere tempo e modo per aggredirlo fisicamente. In secondo luogo, per cogliere a pieno l’impatto politico dell’episodio, basta prendere le dichiarazioni di Antonio Di Pietro per capire quale sia la situazione in cui ci troviamo. Trovo infatti piuttosto ipocrita dichiarare in premessa la propria solidarietà al Premier e subito dopo invitarlo a non fare la vittima in quanto unico artefice del clima di scontro e di odio su cui il gesto si è innestato (su questo punto anche la Bindi ha espresso opinioni a mio parere infelici per quanto successivamente riequilibrate). Atteso che se si condanna il gesto in sé, se si esprime solidarietà, non dovrebbe esserci spazio per retropensieri o giustificazioni di sorta, al limite se un clima di scontro esiste – ed a parer mio esiste – tutti davvero tutti, maggioranza ed opposizione, dobbiamo farcene carico come ci ricorda ogni giorno il Presidente della Repubblica. Per quanto Berlusconi contribuisca ad alimentare il fuoco insultando gli organi costituzionali di garanzia e ingaggiando una guerra perenne con la magistratura è indubbio che le responsabilità non siano solo le sue. Quando la politica diventa infatti una battaglia ad personam, quando si pensa solo a distruggere e mai a costruire, non ci si può stupire se poi il clima generale nel paese inizia ad invelenirsi; né si può pensare che a questo gioco abbia partecipato solo uno. Per ragioni di questo tipo non ho ritenuto di partecipare, ad esempio, al “no B day”: perché non c’è nulla di veramente politico nella demonizzazione dell’avversario e nell’individuazione di un bersaglio da colpire, rimuovere, cacciare, eliminare. La forma, come si suol dire, è sostanza e anche per questo ho preferito aderire all’iniziativa “mille piazze” lanciata dal mio partito. Tale mobilitazione risponde alla mia idea di opposizione, una forza credibile che si misura sul piano di un’alternativa costruttiva, illustrando ricette sui temi sociali economici e civili per contrastare nel merito il malgoverno del centrodestra. Solo riportando al centro questo modo di intendere la politica potremmo scongiurare il ripetersi di episodi riprovevoli come quello di ieri a Milano.

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Pillole da Montecitorio - 63

Scritto: Domenica 13 Dicembre 2009 alle 4:53 pm
(Categoria: Politica)


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Una precisazione spero definitiva

Scritto: Mercoledi 9 Dicembre 2009 alle 1:30 pm
(Categoria: Politica)

Come sapete questo blog è da sempre uno spazio libero su cui non si è mai voluto nè si vuole esercitare una qualsivoglia forma di censura. Sono benvenute le critiche come gli insulti e c’è spazio anche per i deliri degli squilibrati. Tuttavia, laddove mi arrivino - come già è avvenuto - segnalazioni da parte di persone che si sentono oggetto di diffamazione e di insulti pesanti a loro carico che mi chiedono di provvedere ad eliminarli, cancellerò i commenti in questione. Questo perchè anche per gli squilibrati c’è un limite all’esercizio della propria libertà.

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